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02 September Le catene e le sferze dello schiavo modernoNelle nazioni antiche il popolo non esisteva.L'entità che noi ora chiamiamo popolo era costituita da schiavi. Allora lo schiavo poteva essere venduto e comprato ed era,come il cavallo ed il bue,proprietà del signore,non poteva possedere un semplice strumento,una qualsiasi cosa,privato com'egli era,della personalità e del nome. Che cos'era lo schiavo nei confronti del padrone?Uno strumento di lavoro,una parte,e la più preziosa,della sua proprietà.IL diritto acquisito attribuiva allo schiavo questo carattere di cosa posseduta,e la costrizione fisica lo obbligava ad obbedire.Le catene e gli scudisci erano la sanzione di questo mostruoso diritto dell'uomo sull'uomo. Che cos'è oggi il proletario nei confronti del capitalista?Uno strumento di lavoro.Non è più,è vero,una proprietà che può essere venduta o comperata da colui che la usa.Ma quasta libertà è soltanto immaginaria.I corpi non sono schiavi:lo è la volontà.[...] Le catene e le sferze dello schiavo moderno sono la fame.Non neghiamo certo il progresso,ma nello stato attuale delle cose,se la condizione del proletario è superiore moralmente,fisicamente è spesso inferiore a quella dello schiavo. Perchè, infine, allo schiavo erano per lo meno sempre garantiti il cibo e le vesti,un tetto per rifugiarsi la sera,le cure durante le malattie,avendo il padrone un interesse a conservarlo; invece,oggi si possono impunemente accumulare sul proletario le fatiche meno sopportabili,ed egli non è mai sicuro del domani.Se soffre,chi se ne importa? Se muore, chi lo viene a sapere? Un altro prende il suo posto: tanto più si sollecitano i posti,tanto più la fame è pronta a farli occupare! Così ecco il destino del povero: dipendere completamente da chi gli dà lavoro;vivere quando le braccia sono impiegate,quando il ricco può trarre qualche vntaggio da lui,morire quando è senza lavoro o il salario non è sufficiente. E' QUESTA,SI O NO,SCHIAVITù? F.R. de LAMENNAIS Sapere aude!Sapere aude!Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini,dopo che la natura li ha da lungo tempo fatti liberi da direzione estranea,rimangono ciò nondimeno volentieri per l'intera vita minorenni,per cui riesce facile agli altri erigersi a loro tutori.Ed è così comodo essere minorenni!Se io ho un libro che pensa per me,se ho un direttore spirituale che ha coscienza per me,se ho un medico che decide per me,io non ho più bisogno di darmi pensiero di me.Non ho bisogno di pensare,purchè possa solo pagare:altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione.A persuadere la grande maggioranza degli uomini che il passaggio allo stato di maggiorità è difficile e anche pericoloso,provvedono già quei tutori che si sono assunti con tanta benevolenza l'alta sorveglianza sopra i loro simili minorenni.Dopo averli in un primo tempo instupiditi come fossero animali domestici e avere con ogni cura impedito che queste pacifiche creature osassero muovere un passo fuori della carrozzina da bambini in cui li hanno imprigionati,in un secondo tempo mostrano ad essi il pericolo che li minaccia qualora cercassero di camminare da soli.Ora questo pericolo non è poi così grande come loro si fa credere,poichè,a prezzo di qualche caduta,essi imparerebbero finalmente a camminare:ma un esempio di questo genere li rende paurosi e li distoglie per lo più da ogni ulteriore tentativo[...] Non occorre altro che la libertà ,e la più inoffensiva di tutte le libertà,quella cioè di far pubblico uso della propria ragione in tutti i campi .Ma io odo da tutte le parti gridare:"Non ragionate!" - l'impiegato di finanza:"Pagate,non ragionate!" - l'uomo di chiesa:"Non ragionate,ma credete!" - i capi di governo:"Ragionate su quel che volete,ma obbedite ." QUI è DOVUNQUE LIMITAZIONE DELLA LIBERTà. KANT Sulla disuguaglianzaIl primo che,avendo cintato un terreno,pensò di dire "questo è mio" e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile.Quanti delitti,quante guerre,quanti assassinii,quante miserie ed errori avrebbe risprmiato al genere umano chi,strappando i piuoi o colmando il fossato,avesse gridato ai suoi simili:"Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore!Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno,siete perduti!".Ma c'è molto motivo di credere che allora le cose fossero già giunte ad un punto tale da non poter continuare così come erano;perchè questa idea di proprietà dipende da molte idee che si sono potute formare solo successivamente,non nacque improvvisamente nello spirito umano:fu necessario passare da un'epoca all'altra prima che si arrivasse a questo ultimo confine dello stato di natura[...]. Finchè gli uomini non si applicarono che ad opere che uno solo poteva compiere e ad arti che non avevano bisogno del concorso di parecchie mani,essi vissero liberi,sani,buoni,felici[...];dal momento che un uomo ebbe bisogno dell'aiuto di un altro,dal momento che era utile ad uno solo di avere provviste per due,da quel momento l'uguaglianza disparve,s'introdusse la proprietà,mediante la quale presto si videro germogliare e crescere con le messi la schavitù e la miseria. Discorso sull'origine e i fondamenti dell'ineguaglianza fra gli uomini. J-J Rousseau Sulla tolleranzaIl brano citato è tratto dal "Trattato sulla tolleranza" di Voltaire,fierissimo avversario di tutte le confessioni religiose,in cui l'autore rivolge una preghiera a Dio per denunciare l'insensatezza e la bestialità degli uomini. "Non più agli uomini mi rivolgo;ma a te,Dio di tutti gli esseri.[...]Tu non ci hai dato un cuore perchè noi ci odiassimo,nè delle mani perchè ci strozzassimo.Fà che ci aiutiamo l'un l'altro a sopportare il fardello di un'esistenza penosa e passeggera;che le piccole diversità fra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi,tra tutte le nostre lingue insufficienti,tra tutti i nostri usi ridicoli,tra tutte le nostre leggi imperfette,tra tutte le nostre opinioni insensate,fra tutte le nostre condizioni ai nostri occhi così diverse l'una dall'altra;che tutte le piccole sfumature che distinguono questi atomi chiamati uomni,non siano segnale di odio e persecuzione[...]!Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli!Che essi abbiano in orrore la tirannide esercitata sugli animi e i flagelli della guerra! Non odiamoci,non laceriamoci a vicenda." |
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